Progetti

Progetti

2025

L'Officina dei saperi

“L’Officina dei saperi“, è un progetto approvato e finanziato dalla comunità europea con fondi PNRR- NetxGenerationEU e realizzato in collaborazione con Ecolan, per creare un laboratorio artigianale in cui recuperare materiali di recupero.

Saranno creati oggetti artistici a partire dagli scarti della vita veloce e consumistica che ci circonda (es: rifiuti di metallo, radici di alberi tagliati prematuramente, antiche damigiane in vetro e così via).

Il laboratorio, denominato “Ecoficium“, vuole dare valore ai materiali, alla qualità artigianale, alla bellezza e all’utilizzo consapevole e sostenibile delle limitate risorse del pianeta.

Ecoficium coniuga professionalità ormai rare (ebanisteria, arte musiva e lavorazione dei metalli) con l’attenzione all’ambiente, ispirandosi alle botteghe artigiane che hanno caratterizzato le vicende del nostro territorio come luoghi di conoscenze manuali, ma anche come luoghi di incontro e scambio, dove tutto trovava un suo utilizzo e riutilizzo e nulla veniva sprecato. Il progetto mira a valorizzare materiali e competenze artigianali in un’ottica di vicinanza, territorialità e sostenibilità dall’ideazione del prodotto fino alla sua realizzazione.

Oltre alla creazione di oggetti di eco-design ed artigianato artistico, ci sarà la condivisione sia culturale che materiale. La cultura del recupero e riuso verrà divulgata affinché torni ad essere il cardine della vita quotidiana di tutti. I ricavi della vendita delle realizzazioni verranno devoluti ai progetti sociali dell’Associazione Joseph.

Infine, tramite corsi formativi, workshop e video per i canali social, il laboratorio diventerà una vera scuola di economia circolare, sostenibile e solidale.

Per saperne di più

 

I designer di domani

A partire dal progetto de La Putəkellə, non potevamo non iniziare una collaborazione con il Liceo Artistico di Lanciano. Abbiamo coinvolto i ragazzi dell’indirizzo Moda, all’interno delle ore di PCTO.

Li abbiamo sfidati a ideare capi e accessori a partire dai tessuti di scarto che adoperiamo quotidianamente all’interno del nostro laboratorio sostenibile. Inizialmente, non è stato semplice provare a parlare di un nuovo modo di intendere la moda, soprattutto perché le nuove generazioni hanno poche possibilità di sfuggire al richiamo dell’ultra fast fashion.

Subito dopo, però, gli studenti si sono dimostrati i migliori creativi sostenibili che potessimo desiderare, facendo fiorire il seme di sostenibilità che abbiamo seminato in loro.

Il progetto, iniziato già nel 2024, ha avuto per l’edizione 2025 un nuovo elemento di solidarietà: i ragazzi, infatti, realizzeranno delle marionette per allietare la permanenza di bambini e ragazzi nei reparti oncologici del territorio, grazie alla collaborazione con l’Associazione La Conchiglia.

2024

La casa oltre le case

Ancora una volta, l’arte è una potente arma per fare del bene. Questa volta è la volta del teatro!
Teatro per noi vuol dire lavorare con l’essere umano e per l’essere umano. Per questo il teatro si fa sociale. Da qui parte la collaborazione con:

  • il Teatro Studio di Lanciano e Vasto, faro di pedagogia teatrale sul territorio da oltre 20 anni
  • l’Associazione Dafne, che, con i Centri antiviolenza Dafne, DonnAttiva e lo Sportello Antiviolenza Frida, è in prima linea per promuovere la parità e la lotta alla violenza di genere.

Stiamo lavorando a un progetto di sensibilizzazione per i piccoli e i grandi sulla condizione della donna, tramite laboratori teatrali ed eventi benefici di raccolta fondi.

Presto inizieremo la messa in opera di una casa di emergenza, che accoglierà donne in condizioni di uscita da contesti di violenza domestica. Vogliamo essere una casa oltre le case, fatta di arte, cultura e sociale. Rimanete connessi con noi: vi racconteremo tutto!

2023

Ricuciamo la socialità

È un nostro progetto che nasce dai nostri valori di giustizia sociale e giustizia ambientale e dell’osservazione degli stili di consumo “usa e getta”: i beni materiali hanno una vita sempre più breve. Niente viene più riparato o recuperato in modo creativo.

Per questo, abbiamo pensato a un progetto che ci faccia riscoprire altri stili di consumo, più sostenibili per il pianeta e per le persone, rubandone i segreti dalle generazioni precedenti. Infatti, l’Italia è stata, storicamente, la culla del saper-fare e saper-essere artigiano: un bagaglio sapienziale di cui le botteghe erano il luogo di trasmissione privilegiato, ricoprendo anche un importante ruolo sociale: scuola sia di arte, creatività e manualità, che di vita.

Infine, la città di Lanciano, dal Medioevo ai primi del Novecento, è stata sede di famose fiere: le vie del centro storico pullulavano di antiche botteghe.  Alcune vie conservano ancora il nome delle attività: via dei funai, via degli agorai, dei vasai.

Questa storia artigianale nasconde i segreti di uno stile di vita lento, più attento al consumo delle risorse e del bilanciamento tra vita e lavoro. Il nostro progetto vuole essere uno spazio in cui i giovani possano “cucire e ricucire” nuove idee professionali/lavorative/progettuali di sostenibilità, ridonando speranza a un contesto già provato dalla crisi pandemica e dalla crescente preoccupazione per lo svilupparsi di una crisi socio-lavorativa e climatica.

In sintesi, il Progetto, che è stato approvato è finanziato dalla Regione Abruzzo, ha tra i suoi obiettivi la riscoperta degli antichi mestieri artigianali, sia per le loro modalità di produzione sostenibile e con ritmi lenti, sia come luogo di connessione tra le persone, di una socialità positiva ed inclusiva per la comunità.

Per farlo, abbiamo strutturato un laboratorio sartoriale denominato “La Putekelle” (che in dialetto lancianese significa “piccola bottega”). Ne “la Putekelle” produciamo capi unici, fatti a mano, su misura, attraverso il recupero di materiali di scarto (vecchi campionari di tende e divani, vestiti invenduti nei negozi del territorio, tessuti di giacenze di magazzino). Inoltre, la sartoria, ha visto l’inserimento lavorativo di giovani e/o persone in contesti di fragilità sociale attraverso un tirocinio formativo. Infine, il ricavato della vendita di questi manufatti sostenibili ed etici andrà a sostenere gli altri progetti solidali e sociali dell’Associazione.

Con questo progetto abbiamo desiderato rafforzare la comunità, nelle sue connessioni, nella relazione tra enti privati e pubblici, tra gli enti del terzo settore, stimolando i giovani e fornendo loro un’opportunità di incontro e crescita, all’insegna dell’economia circolare. Infatti, crediamo fermamente che comunità coese e vicine al proprio territorio siano garanzia di un uso più consapevole delle risorse e di una maggiore cura dell’ambiente!

putekelle-esteso

Entra nello shop online

2022

Orto sociale

Che cos’è un orto sociale? Un orto felice, dove gli alunni possano imparare la crescita delle piante, dal seme alla piantina, e il valore dei frutti, soprattutto nel condividerli.

L’orto felice” dell’Istituto comprensivo Don Milani di Lanciano è un progetto di orto sociale, condiviso, educativo. Gli insegnanti della scuola hanno realizzato un piccolo orto negli spazi scolastici. Se ne prendono cura gli alunni, che riscoprono così il legame con la terra, la stagionalità dei prodotti e il valore nutrizionale di ciò che producono.

Gli ortaggi e le verdure che sono cresciuto in questo scrigno di sostenibilità, hanno un valore ancor più grande, perché sono stati condivisi. Infatti, sono stati donati alla nostra associazione e da noi redistribuiti alle famiglie in fragilità economica.

Siate orto, per la vostra comunità!

2021

Ricomincio da me... liberamente

Con “Ricomincio da me… liberamente”, abbiamo portato il nostro sostegno a donne vittime di violenza, mirando a un welfare responsabile che promuova l’indipendenza, economica e personale, come primo strumento per uscire da contesti abusanti.

Il progetto, approvato e finanziato dalla Regione Abruzzo, nasce e si sviluppa sull’esperienza e sulla conoscenza del territorio che l’Associazione Joseph ha registrato nei suoi 10 anni di attività a sostegno di contesti svantaggiati, fornendo sostegno socio-economico a singoli e famiglie in condizioni di fragilità materiale e umana.

Per questo abbiamo attivato una collaborazione con i centri antiviolenza del nostro territorio, Dafne e Donnè, svolgendo due azioni principali: aiuto concreto di donne in contesti emergenziali di violenza e sensibilizzazione sul tema, tramite la realizzazione di un cortometraggio, dal titolo “La polvere sopra la neve”.

Come può sedimentarsi la polvere sopra il manto innevato? Ci sembra difficile quasi immaginarlo, ma è con questa immagine che abbiamo voluto rappresentare lo stratificarsi del dolore e delle difficoltà nell’animo delle donne che hanno subito violenza, soprattutto negli episodi di violenza domestica. Pensieri, pregiudizi sociali, paure formano quello strato intangibile ma doloroso che spesso frenano le vittime di violenza di genere a denunciare e chiedere aiuto.

Le proiezioni del cortometraggio, a Rocca San Giovanni, Treglio e Ortona, sono state da una tavola rotonda per una riflessione a più voci sulla parità e sulle cause sociali e culturali di fenomeni discriminatori e violenti, con Eide Spedicato, sociologa e saggista, Francesca Di Muzio, avvocata e socia fondatrice di Donné APS, Vera Fisogni, filosofa e giornalista, Margherita Barone, psicoterapeuta e Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity.

Per la realizzazione del corto, il Presidente dell’Associazione Joseph Luigi Cuonzo ha avviato una preziosa collaborazione con la PICSAT Abruzzo, gruppo di giovani talenti frentani dell’audiovisivo, in particolare con Orazio Ciancone, Paolo Sideri e Gianmaria Tantimonaco.

Come si può intuire dal trailer, disponibile a questo link: https://youtu.be/xw3jgSqnrls?si=x64UeQ7mR64Wda7w , la protagonista, in una difficile fase della sua vita, incontra la se stessa del futuro, che la porterà a firmare i “moduli” per la riappropriazione della sua vita. È in uno sterile e polveroso ufficio, metafora della propria interiorità, che la donna riuscirà a prendere la decisione fondamentale.

Il cortometraggio affronta il dramma della violenza di genere con uno sguardo asciutto, ma con un’ambientazione onirica. Pochi minuti, poche parole, musiche ovattate: solo le poche immagini necessarie per descrivere lo strazio del dolore che si sedimenta, come neve che cade.

Torna in alto